
(Video duration 23:16 minutes 4K & HD, audio in Italian)
Dolly sta preparando la sala posa per uno shooting fotografico. Le luci sono quasi pronte quando, scendendo dalla scaletta, il piede le scivola su un gradino. Un attimo di vuoto, poi la caduta rovinosa a terra. Il dolore alla caviglia è immediato e pungente. Sembra una semplice slogatura, ma la sensazione non promette nulla di buono.
Stringendo i denti, Dolly si sfila la scarpa e, saltellando su un piede solo, raggiunge il divano. Si toglie anche la calza, osserva la caviglia che inizia a gonfiarsi e la massaggia con cautela. Ogni movimento è una fitta. Con ostinazione, si rialza e, ancora saltellando, si dirige verso l’uscita della sala posa.
La porta si riapre più tardi.
Sulla soglia appare di nuovo Dolly, ma questa volta con il piede ingessato e le stampelle. Non era affatto una semplice slogatura. Il collega fotografo, rimasto lì a sistemare l’attrezzatura, la guarda sorpreso e incuriosito.
«Fammi vedere com’è ridotta quella caviglia», le dice con mezzo sorriso. Il piede è coperto da una scarpa copri-gesso, anonima e ingombrante. Dolly arrossisce, scuote la testa e rifiuta: non ha alcuna voglia di esibirsi in quella condizione.
Il collega insiste, poi cambia tono. Con aria complice propone una sfida a poker: una sola mano. Se vince lui, Dolly dovrà mostrargli il gesso; se vince lei, lui le dovrà una settimana di assistenza sul set, senza fare domande.
Dolly lo fissa per un istante, indecisa. Poi sorride, stringe le stampelle e accetta la sfida.
La partita può cominciare.
The door opens again later.
Dolly appears again in the doorway, but this time with her foot in a cast and crutches. It was not a simple sprain at all. Her colleague, the photographer, who had stayed behind to set up the equipment, looks at her with surprise and curiosity.